Sandro Gindro

Sandro Gindro

Sandro Gindro, prematuramente scomparso nel 2002, ha rappresentato una figura originale nel panorama psicoanalitico contemporaneo. Torinese, si è formato come psicoanalista all’interno del pensiero freudiano. A partire dagli anni settanta del secolo scorso ha elaborato un suo personale approccio teorico. Gli assunti della teoria freudiana, punto di riferimento sempre presente, vengono da lui rivisitati criticamente.
Il punto di partenza della metapsicologia gindriana è costituito da una globale riflessione sull’uomo e sul suo posto nella società; la filosofia, le scienze biologiche e quelle sociali, l’arte, forniscono strumenti di orientamento per la psicoanalisi che, in un processo circolare, a sua volta influenza profondamente gli altri rami del sapere. La compenetrazione e contaminazione tra campi disciplinari è una caratteristica strutturale dell’approccio gindriano; non poteva che essere così, per una personalità ‘polifonica’ come quella di Sandro Gindro: egli è stato, oltre che psicoanalista, anche filosofo – con Nicola Abbagnano – e artista, autore di teatro – dopo gli studi con Massimo Mila – e compositore musicale – diplomato al Conservatorio di Torino in pianoforte e composizione .
Gindro delinea una nuova figura di psicoanalista, non più chiuso tra le ovattate pareti della stanza d’analisi, ma attivamente impegnato in un progetto di lavoro nella e sulla società.
La sigla che egli diede nel 1976 al gruppo psicoanalitico ed alla rivista da lui fondati, PSICOANALISI CONTRO, esprimeva l’esigenza di utilizzare lo strumento psicoanalitico per smascherare la falsa coscienza ovunque essa si annidi – nell’individuo come nella società – e, nello stesso tempo, per superare gli aspetti auto-referenziali della psicoanalisi tradizionale.