Attività formative per insegnanti ed operatori socio-sanitari

Vi sono professionisti che si occupano del benessere – o per meglio dire del malessere – delle persone,  anche laddove il loro ruolo professionale non lo prevede direttamente e specificatamente. Sono quotidianamente esposti al “contagio inevitabile” del disagio psicologico, ma si devono occupare di “altro”.

Si usa il termine, tanto generico quanto efficace, di “professioni di aiuto”. Sono queste figure a doversi far carico del disagio dei loro utenti, in una situazione caratterizzata dall’ambiguità della richiesta di “aiuto”. Sforniti di strumenti “diagnostici” e “terapeutici”, si sentono disarmati di fronte alla sofferenza.

Assistenti sociali, insegnanti, educatori professionali, assistenti domiciliari, animatori, sono alcune delle figure professionali che non a caso, per il ruolo loro assegnato, sono particolarmente esposti a quella che, sempre di più, si presenta come Burn-out Syndrome.

La prevalenza del disagio psichico, che caratterizza l’umanità sulla quale sono chiamati ad intervenire, pone un’urgenza che finisce per lasciare sullo sfondo il loro compito prioritario. Non è possibile migliorare la situazione sociale o educativa di quelle persone senza essere invasi e invischiati dalla loro sofferenza.

Si pone quindi la necessità di offrire a tali professionisti opportunità formative e di crescita professionale, che consentano di svolgere più efficacemente i loro compiti operativi a partire da una riflessione sul loro ruolo, sugli aspetti psicologici e relazionali inevitabilmente connessi a tale ruolo, sui fenomeni sociali all’interno dei quali si colloca la loro azione.

 

LE PROPOSTE FORMATIVE

Gruppi di supervisione

L’attivazione e conduzione di gruppi di supervisione è destinata a specifiche équipe di operatori dei diversi contesti istituzionali: servizi sociali; servizi sanitari strutture terapeutiche-riabilitative; scuole ed altre istituzioni socio-educative.

La finalità generale  della metodologia di supervisione ad orientamento psicoanalitico proposta da Kairòs può essere così sintetizzata: rendere l’operatore più attento e consapevole alle dinamiche attivate nel campo inconscio che si instaura tra lui e i suoi utenti.  Nella convinzione che: “ciò che è importante non è riuscire ad abolire i messaggi inconsci, cosa impossibile, ma superare quella condizione psichica che ci fa ignorare la inconsapevolezza nostra ed altrui” (S. Gindro, “Condizionamenti dell’educazione”)

Una maggior consapevolezza delle dinamiche inconsce attive nel campo operatore-utente è utile per controllare e ridurre al minimo le interferenze che tali dinamiche determinano nella relazione: interferenze, “rumori di fondo” dell’inconscio che, se non correttamente captati e decifrati, rischiano di ostacolare il  raggiungimento degli obiettivi consapevolmente perseguiti dall’operatore.

Elenchiamo qui di seguito le principali funzioni che caratterizzano il nostro modello di supervisione ad orientamento psicoanalitico:

a.      Innanzi tutto, essa deve essere rappresentata come un’attività “clinico-pratica” e non “teorica”, ovvero un luogo in cui siano possibili confronti tra le varie prassi e non la proposizione di una griglia rigida, di una linea operativa appresa attraverso un indottrinamento passivo. Suo scopo è l’attivazione di pensabilità, creazione di un terreno di riflessione comune e di idee condivise tra i vari membri, spazio di incontro di posizioni differenti, in un clima aperto alla messa in discussione degli assetti ideologici individuali e istituzionali.

c.      La supervisione va pensata come luogo di contatto degli operatori tra loro, tra il gruppo e le parti meno strutturate, più segrete, dei pazienti-utenti e in una certa misura dei membri stessi. Suo scopo è raggiungere un effetto sul funzionamento complessivo dell’equipe, che può per questa via recuperare maggior senso di coesione, un’unità emotivo-ideativa e ricostruire un’area di pensiero e di affetti condivisa. Permettere così ai singoli membri di sentirsi parte di un unico ambito affettivo-emotivo, di costruirsi cioè insieme una storia e un patrimonio comuni e riconosciuti anche attraverso le caratteristiche di tipo rituale degli incontri: ci si incontra con regolarità di spazio e tempo, si dà sequenzialità ai temi da discutere.

d.      La supervisione offre un’opportunità privilegiata per riuscire ad entrare in contatto con il mondo interno degli utenti e degli operatori, per far riemergere quegli aspetti oscurati o ‘non visti’ del materiale clinico-pratico che l’incontro offre. Per dirla con Correale, prendendo insegnamento da Bion, la supervisione diviene quel momento particolare in cui l’equipe pensa, o se si preferisce, in cui ‘sogna’ i suoi casi. Si  crea così un clima di sospensione dalla quotidianità, di distacco controllato e protetto dal compito ‘istituzionale’.

e.      Attivazione di una funzione narrativa: gli eventi relativi ai casi discussi non solo sono raccontati e commentati, ma entrano gradualmente nella memoria collettiva e diventano parte di un patrimonio formativo comunicabile e condiviso.  (cfr. L. Grindberg 1986).

Per ulteriori approfondimenti sul nostro modello di supervisione si rimanda al testo di Arturo Casoni e Carmelo Sandomenico “Il contagio inevitabile – La psicoanalisi e il lavoro degli operatori sociali”, Edizoni Edup, 2005.

La richiesta dell’attivazione e conduzione di un gruppo di supervisione va inoltrata dal responsabile dell’équipe/servizio  all’indirizzo e-mail info@kairospsicologia.it Il Comitato Scientifico di Kairòs provvederà a contattare il richiedente per un’analisi dei bisogni formativi che motivano la richiesta e per concordare le modalità operative dell’attività di supervisione.

 

Giornate sannite di studio sull’adolescenza 

Un’iniziativa pensata per l’aggiornamento di psicologi clinici, psicoterapeuti, medici, insegnanti, educatori ed operatori sociali, impegnati nel lavoro con gli adolescenti.

Le “Giornate Sannite di Studio sull’Adolescenza” furono volute nel corso degli anni novanta da Sandro Gindro, psicoanalista, allora direttore scientifico dell’Osservatorio sulla Condizione Giovanile istituito dal Comune di Montesarchio (Benevento).

Kairòs dal 2009 ripropone questo evento scientifico, attraverso la realizzazione di una edizione tematica che si svolge nella prima settimana di ottobre, in cui l’approfondimento del  tema prescelto è condotto  attraverso le diverse prospettive teoriche dei relatori.

Vai alla pagina dell’Edizione 2012 “L’adolescente e lo psicologo: i luoghi dell’incontro”

Vai alla pagina dell’Edizione 2011 “La solitudine dell’adolescente – Noia, depressione, dipendenze e panico”