Sandro Gindro dieci anni dopo

Il 24 maggio 2012 è stato il decimo anniversario della prematura scomparsa di Sandro Gindro.
Alcuni di noi hanno avuto la fortuna di apprendere da lui l’arte della psicoanalisi; più in generale, il pensiero di Gindro rappresenta un imprescindibile punto di riferimento non solo per le attività del Centro Clinico di Kairòs, ma anche per quelle di studio e ricerca.
Kairos Psicologia ha voluto ricordare l’opera di Gindro organizzando il 16 maggio 2012 a Roma il convegno Maschile/Femminile – Identità in trasformazione prendendo le mosse dalle sue riflessioni su “identità e generi” – riflessioni a volte provocatorie, spesso controverse, mai banali.
Abbiamo voluto in questo modo dare un piccolo contributo alla diffusione di una teoria psicoanalitica tanto originale quanto poco conosciuta. Per lo “splendido isolamento” di Gindro all’interno del panorama psicoanalitico italiano, certo. Ma anche per ragioni che traggono origine – come la storia del movimento psicoanalitico ci insegna con abbondanza di esempi – dalle dinamiche proprie di ogni gruppo che riconosca al proprio interno le figure complementari del Maestro e del discepolo:
“Accanto alla possibilità di diventare profeta, ce n’è un’altra che promette gioie più sottili e in apparenza più legittime, quella cioè di diventare discepolo di un profeta. Per molta gente è questa una tecnica addirittura ideale. Eccone i vantaggi. L’odium dignitatis, cioè l’impegno sovrumano del profeta, diventa un molto più dolce otium indignitatis; ci si siede, modestamente indegni, ai piedi del Maestro e ci si guarda bene dall’avere pensieri propri. La pigrizia mentale diventa virtù (….) ogni obbligo è addossato al Maestro . (….) Per conto proprio si è soltanto discepoli, ma coamministratori con ciò del grande tesoro scoperto dal Maestro. Si sente tutto il peso e la dignità di un simile ufficio e si giudica supremo dovere e morale necessità il diffamare chiunque pensi diversamente, il fare proseliti e l’illuminare l’umanità, proprio come se si fosse il profeta. E sono appunto coloro che si erano rannicchiati dietro una Persona apparentemente modesta quelli che, rigonfiati di una identificazione con la psiche collettiva, compaiono all’improvviso alla superficie del mondo.” C.G. Jung, L’io e l’inconscio, 1928