La psicoterapia col gioco della sabbia (Sandplay Therapy)

La psicoterapia col gioco della sabbia (Sandplay Therapy)

La Sandplay Therapy (psicoterapia con il gioco della sabbia) è stata ideata dalla zurighese Dora Maria Kalff, allieva di C.G.Jung. Il materiale necessario a lavorare con questo metodo consiste in una stanza con delle scaffalature in cui vengono ordinati numerosi oggetti in miniatura secondo varie categorie (essere umani, animali, case, mezzi di trasporto, alberi, ecc.). Questo materiale viene usato dal paziente dentro cassette contenenti sabbia. Tra i numerosi oggetti presenti nella stanza, il paziente sceglie quelli che costituiscono delle immagini significative e che rappresentano, in quel momento, “il linguaggio” del proprio mondo interiore, inesprimibile verbalmente. La sabbiera funge da spazio libero, protettivo e contenitivo, in cui il paziente ha la possibilità di prendere contatto con se stesso.
Il metodo del “gioco della sabbia” si è dimostrato un mezzo molto valido per il trattamento analitico quando è presente una difficoltà del paziente a “mettere in parola” i propri vissuti dolorosi; inoltre, si dimostra un utile strumento di accesso al mondo interno in quelle situazioni psicopatologiche che si esprimono prevalentemente attraverso il canale non verbale.
Tali caratteristiche rendono la Sandplay Therapy un metodo di trattamento estremamente duttile, applicabile sia a bambini ed adolescenti sia ad adulti, adatto ad una molteplicità di psicopatologie (malattie psicosomatiche, disturbi del comportamento alimentare, disturbi d’ansia somatizzati, stati depressivi) e condizioni traumatiche (abusi e amaltrattamenti, separazione dei genitori, coinvolgimentio in gravi incidenti, stress collegato a gravi malattie organiche)